COLESTEROLO: NEMICO o AMICO?

COLESTEROLO: NEMICO o AMICO?

Conosciamolo meglio!

Il colesterolo è una sostanza lipidica fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo perchè svolge diverse funzioni biologiche essenziali:

  • è un componente delle membrane cellulari, di cui regola fluidità e permeabilità;
  • è il precursore della vitamina D, dei sali biliari e degli ormoni steroidei, sia maschili che femminili (testosterone, progesterone, estradiolo, cortisolo ecc.).

 

Il colesterolo deriva sia dall’alimentazione che dalla sintesi endogena.

Circa il 70% del colesterolo totale viene prodotto autonomamente dal nostro organismo, soprattutto dal fegato, ma anche dal surrene e dalle ghiandole sessuali. La parte restante viene introdotta con la dieta e gli alimenti ad alto contenuto di colesterolo e grassi saturi sono quelli di origine animale ed in particolare carne, salumi, formaggi e uova.

 

Il trasporto del colesterolo attraverso il sangue è affidato a una classe particolare di molecole chiamate lipoproteine.

Esistono quattro tipi di lipoproteine, classificate in base alla densità, che è inversamente proporzionale alla quantità di colesterolo che contengono.

Le più importanti per la prevenzione cardiovascolare sono:

  • LDL, o lipoproteine a bassa densità: trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo
  • HDL, o lipoproteine ad alta densità: rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che poi provvede a eliminarlo.

Le LDL sono note nel linguaggio comune come “colesterolo cattivo”: quando sono presenti in eccesso, infatti, tendono a depositarsi sulla parete delle arterie, provocandone ispessimento e indurimento progressivi.

Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di vere e proprie placche (o ateromi) che ostacolano il flusso sanguigno, o addirittura lo bloccano del tutto.

Quando il cuore non riceve abbastanza sangue ricco di ossigeno, si può sviluppare l’angina pectoris, una condizione caratterizzata da dolore al torace, alle braccia, solitamente in concomitanza di uno sforzo o di uno stress.

Inoltre, le placche possono staccarsi e formare un trombo, che può indurre un improvviso arresto del flusso sanguigno. A seconda di dove è localizzata, l’ostruzione di un vaso può provocare infarto del miocardio (a livello cardiaco), ictus (a livello cerebrale) o claudicatio intermittens (a livello degli arti inferiori).

 

Quando il colesterolo totale (LDL più HDL) è troppo alto siamo in una condizione di ipercolesterolemia.

I valori desiderabili sono i seguenti:

  • colesterolo totale: fino a 200 mg/dl
  • colesterolo LDL: fino a 100 mg/dl
  • colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl.

E’ importante ricordare che alti livelli di colesterolo non producono sintomi diretti e quindi molte persone ignorano di soffrire di ipercolesterolemia. Per questo bisogna effettuare dei controlli periodici (ogni 6-12 mesi se non esistono altri fattori di rischio) con un semplice esame del sangue.

 

Esistono diversi fattori di rischio che possono contribuire all’ipercolesterolemia, tra cui una dieta non equilibrata e ricca di grassi e zuccheri raffinati, sovrappeso e obesità, mancanza di attività fisica e la presenza di altre patologie metaboliche come il diabete. Il rischio aumenta con l’avanzare dell’età e nelle donne soprattutto dopo la menopausa.

Anche il fumo può danneggiare i vasi sanguigni e accelerare il processo di aterosclerosi.

 

Esistono poi degli individui che sono geneticamente predisposti a sviluppare ipercolesterolemia e che possono quindi sviluppare aterosclerosi e problemi cardiaci fin da giovani. Questa condizione è nota come ipercolesterolemia famigliare ed è associata a una serie di mutazioni a carico del gene del recettore delle LDL.

La malattia è caratterizzata da alti livelli ematici di colesterolo totale e di colesterolo LDL (ma non di trigliceridi), con gravità variabile a seconda del numero di mutazioni.

I problemi a carico dell’apparato cardiovascolare cominciano in genere verso i 35-40 anni negli uomini e verso i 45-55 anni fra le donne.

La diagnosi precoce in questo caso è fondamentale perchè, grazie alla somministrazione di un’adeguata terapia farmacologica, si possono prevenire le conseguenze cardiovascolari a lungo termine.

La presenza di livelli molto elevati di colesterolo totale è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per la diagnosi della malattia, per cui deve essere effettuata anche una diagnosi genetico-molecolare.

 

La prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati attraverso un corretto stile di vita:

  • seguire una dieta equilibrata riducendo il consumo i grassi saturi, zuccheri semplici e alcol
  • controllare il peso corporeo
  • fare attività fisica in modo regolare
  • evitare il fumo.

 

A volte, però, intervenire sullo stile di vita non basta per tenere i livelli di colesterolo sotto controllo e può rendersi necessario utilizzare degli integratori o dei farmaci che aiutino a ridurre la colesterolemia.

Fra i prodotti naturali più usati troviamo:

  • l’estratto di riso rosso fermentato, noto come monacolina K, che deriva dalla fermentazione del riso rosso da parte del fungo Monascus Purpureus ed è noto come “statina naturale” perchè ha una struttura chimica identica alla Lovastatina, capostipite di questa classe di farmaci usati per la cura dell’ipercolesterolemia. La monacolina agisce riducendo la sintesi endogena del colesterolo;
  • lOlivo (Olea europaea) sotto forma di estratto dalle sue foglie è ricco di flavonoidi e svolge un’azione antiossidante e ipocolesterolemizzante perchè modifica la capacità di assorbimento delle sostanze lipidiche;
  • l’estratto di Cardo Mariano, ricco di Silimarina, che ottimizza la funzionalità del fegato e ne accelera il processo di depurazione e rigenerazione. Abbinata al riso rosso fermentato, la Silimarina ne potenzia l’effetto di riduzione del colesterolo in eccesso ed è un potente detossificante;
  • la Berberina, un alcaloide presente in diverse piante della famiglia delle Berberidaceae che aumenta l’internalizzazione delle LDL a livello epatico, riducendo i livelli circolanti di colesterolo, e sembra che sia in grado anche di inibire l‘assorbimento di colesterolo e aumentarne la sua secrezione;
  • gli estratti di Carciofo e Tarassaco favoriscono la digestione aiutando il pancreas ed il fegato, promuovono l’escrezione della bile, e quindi l’eliminazione del colesterolo in eccesso, riducendone poi l’assorbimento grazie ai fitosteroli e alle fibre solubili.
  • gli oli ricchi di omega 3 semi-essenziali EPA (acido eicosapentaenoico) e soprattutto DHA (acido docosaesaenoico) che hanno un effetto ipocolesterolemizzante sulle LDL e sul colesterolo totale e riducono molto i livelli di trigliceridi.

 

Quando i prodotti di origine naturale, insieme ad un adeguato stile di vita, non sono sufficienti per tenere sotto controllo il colesterolo in eccesso, è necessario ricorrere ad una terapia farmacologica, che deve essere prescritta sotto controllo medico.