Frontiere della salute
Storia dei vaccini e della salute, nonostante la politica
“Coloro che non ricordano il proprio passato sono costretti a ripeterlo” (George Santayana)

Solo l’ignoranza storica, qualche polemica strumentale da clima elettorale e una buona dose di pregiudizio possono spiegare la negazione del fatto che i vaccini hanno rappresentato, insieme alla potabilizzazione dell’acqua, l’intervento di sanità pubblica con il più rilevante impatto per la riduzione della mortalità umana.
Tuttavia, mentre la potabilizzazione dell’acqua, così come gli impianti fognari, la refrigerazione del cibo e il miglioramento degli ambienti abitativi, non hanno richiesto particolari indagini scientifiche e sperimentazioni, i vaccini sono dei prodotti biologici molto complessi che conferiscono un’immunità specifica contro un agente infettivo. La loro efficacia dipende quindi dalla comprensione di diversi fattori biologici e comportamentali implicati nella forma clinica e nella trasmissione della malattia infettiva che si intende controllare o sradicare. In altri termini, la vaccinologia è uno degli esempi più rappresentativi del successo evolutivo della medicina da pratica empirica a scienza sperimentale, e testimonia anche di come alcuni problemi economico-sociali, regolativi e industriali impattino sull’accessibilità relativa a strumenti efficaci di prevenzione.
EDWARD JENNER E IL VAIOLO
La storia dei vaccini, come è noto, comincia nel 1796 quando Edward Jenner dimostrava l’efficacia protettiva dell’inoculazione del vaiolo vaccino (delle vacche) contro quello umano.
Jenner ebbe più successo di altri colleghi che erano arrivati alla stessa conclusione perché si basò sull’attenta osservazione che i mungitori che contraevano praticamente mai di vaiolo umano. Jenner effettuò un esperimento unico e su un unico bambino, dimostrando che inoculando il vaiolo vaccino si induceva l’immunità contro quello umano, successivamente inoculato intenzionalmente. Fu allora che cominciò la lunga battaglia per migliorare la sicurezza e l’efficacia dei vaccini, nonché per adottare strategie globali per aumentare la copertura immunitaria delle popolazioni a fronte  del’opposizione dei movimenti antivaccinali, che esistevano già allora, contro l’obbligatorietà della vaccinazione. Grazie alla cooperazione internazionale tra Unione Sovietica e Stati Uniti subito dopo la II Guerra Mondiale e sotto l’egida dell’Oms ci vollero oltre trent’anni per eradicare completamente la malattia. L’ultimo caso do vaiolo umano contratto naturalmente venne registrato nel 1977.
VACCINI ATTENUATI
Da allora le strategie di sviluppo dei vaccini, fino all’attuale avvento dell’ingegneria genetica, hanno seguito due strade. Quella dell’attenuazione degli agenti infettivi e quella della loro inattivazione.
Fu Pasteur a dare inizio all’evoluzione dei vaccini attenuati. I suoi metodi furono poi sviluppati da Albert Calmette e Camille Guérin che attraverso ripetuti passaggi di Mycobacterium bovis su terreni artificiali, nel 1927, ottennero un vaccino contro la tubercolosi (Bcg). Un altro importante agente infettivo attenuato mediante ripetuti passaggi da topo a topo e poi in embrioni di topo e pollo, fu il virus della febbre gialla (Max Theiler 1937, premiato con il Nobel nel 1951). I vaccini attenuati furono rivoluzionati dall’invenzione delle colture cellulari adatte a coltivare i virus, per cui a partire dal 1950 fu possibile condurre esperimenti da cui arrivano diversi vaccini attenuati, tra cui il famoso vaccino orale antipolio di Albert Sabin (1962) e quelli antirosolia (1962), antimorbillo (1963),Antiparotti (1967) e antivaricella (1995).
VACCINI INATTIVATI
I vaccini inattivi iniziarono ad essere sviluppati dal 1896 da organismi uccisi per stimolare la memoria immunitaria con Salmonella Typhi e Vibriocholerae. Già dall’anno successivo venne sviluppato il primo vaccino inattivato contro il bacillo della peste e quindi una serie di altri vaccini contro la pertosse (1926), influenza (1938) ed epatite A (1955). Nel 1954 Jonas Salk, grazie ai finanziamenti della National Foundation for Infantile Paralysis, ottenne il primo vaccino antipoliomielite contenente virus uccisi e, nel 1955, il vaccino era già usato nella clinica. La poliomielite è stata eradicata dai paesi occidentali nell’arco di soli due decenni grazie alle vaccinazioni.
TECNICHE INGEGNERISTICHE
Negli ultimi cento anni con un incredibile serie di successi e sperimentazioni frutto del lavoro delle migliori intelligenze umane e grazie al supporto di ingenti finanziamenti pubblici e privati sono state sviluppate decine di vaccini che hanno modificato il destino di milioni di persone prevalentemente in età infantile. Siamo riusciti a sviluppare vaccini partendo dalle tossine batteriche, da estratti e subunità dei microorganismi (ad es. contro encefalite giapponese,influenza, carbonchio e rabbia), dai polisaccaridi capsulari dei batteri (ad es. contro pneumococco, meningococco e salmonelle), da quelli coniugati con proteine per co-stimolare la risposta delle cellule B (ad es. contro Hemophilus influenzae, pneumococco, meningococco e stafilococco) e, infine, da proteine purificate o ricombinanti (ad es. contro epatite B, pertosse e malattia di Lyme).
Di recente tecniche molto ingegnose che usano la manipolazione del Dna, del Dna complementare e del Rna degli agenti patogeni hanno aperto l’era della “reverse vaccinology”. Il processo utilizzato, che ha consentito per esempio di sviluppare un vaccino contro il meningococco B parte della sequenza del Dna dei microorganismi. come si vede la Scienza non si ferma mai e, in base alla sua indipendenza e autorevolezza, procede solo per ipotesi e confutazioni.
L’esempio dei vaccini dimostra come sia possibile aumentare la Salute e il progresso umano nonostante l’opposizione di molti di coloro che chiedono dei voti per governarci ma non sembrano avere l’umiltà si studiare abbastanza per farlo.

farmaMagazine